Commentare: 12.02.2010 10:23

La soluzione la possono e la devono trovare gli iraniani. Non avverrà oggi, non domani e neppure nei prossimi anni forse, ma deve venire dall'interno. Anche se la si troverà, poi, può darsi che l'Iran non sarà mai un tipo di democrazia alla occidentale. Quello che è certo è che nessuno può risolvere il problema al posto degli iraniani, con la forza. Parlano tutti di abbattere gli Ayatollah, ma nessuno pensa a chi potrebbe sostituirli...
Ero una cristiana prima di essere incarcerata e lo sono sempre stata, anche in prigione. Penso che sia molto importante non rinnegare ciò che si è. Quando hai una pistola puntata alla testa non puoi sapere come reagirai. I più coraggiosi possono tremare, i più paurosi possono avere reazioni imprevedibili. Non puoi saperlo fino a quando non ti succede. A me è capitato, io so cosa mi accadde. Dio ha voluto che io avessi un'altra opportunità, che non morissi quella notte.
Non so cosa mi succederà, ma so che non tutto è sotto il mio controllo, c'è qualcun altro che guida le cose. Sicuramente io non sono l'unica ad avere fatto queste esperienze e ad avere reagito così. C'erano molte altre ragazze stupende a Evin, verso le quali avevo sviluppato un sentimento di profonda amicizia. Non so che fine abbiano fatto, ma sono tutte mie sorelle e non le dimenticherò mai...
(dall’intervista alla scrittrice iraniana Marina Namet, autrice de “Prigioniera di Teheran” )








