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L'infinita ombra del vero

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Happy Birthday dear Marilyn...

Categoria: Cinema & TV
Commentare: 01.06.2010 16:56

Ogni volta si calava in se stessa
e ne traeva qualcosa di unico e straordinario.
Non aveva tecniche.
Era solo vera, soltanto Marilyn.
Ma per l'appunto era Marilyn, eccezionale.
In se stessa scoprì delle cose,
delle cose che riguardano tutte le donne.

(John Huston)


http://www.luisaferretti.it/blog/upload/MarilynMonroeBirthday2.jpg Marilyn il giorno del suo trentesimo compleanno

Oggi Marilyn avrebbe compiuto 84 anni.

Se la vita le avesse riservato quella felicità che lei sperava, sarebbe uscita fuori da quel nero tunnel, fatto di depressione e dipendenza ai farmaci e all'alcol, che l'attanagliava a se stessa. Avrebbe trovato finalmente l'amore, l'amore vero. Forse si sarebbe risposata. Avrebbe avuto dei figli suoi o ne avrebbe adottato uno, portandolo via da quell' orfanotrofio in Messico che aveva visitato con Arthur Miller.

Lei, orfana, cresciuta senza madre nè padre, avrebbe coronato il sogno di una famiglia tutta sua. Oggi sarebbe nonna, e nel corso degli anni, avrebbe potuto interpretare film drammatici, diretta da altri registi importanti. Forse avrebbe vinto un Oscar, anche alla carriera. Sarebbe venuta in Italia, per girare un film ed essere intervistata dalla tv. E avrebbe sorriso, un po' malinconica, un po' imbarazzata, sulla scena della gonna svolazzante...

L'avremmo vista ricordare la grande Hollywood con altri attori della sua generazione: Lauren Bacall, Robert Mitchum, Gary Grant, Jane Russell.
Sì, con il volto invecchiato, magari un po' tirato, i capelli bianchi, come già li aveva negli ultimi anni a furia di ossigenarli, ingrassata...ma con gli occhi azzurri più luminosi e consapevoli.

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/610_monroe_intro.jpg Marilyn con il copione di "Quando la moglie va in vacanza"

Non sarebbe diventata quella icona nel pieno fulgore della giovinezza e della fama che è oggi, certo. Sarebbe stata una delle attrici della Hollywood dell'età d'oro, costretta a reinventarsi nel corso degli anni, fra alti e bassi, ma sempre forte del suo talento e del suo carisma.

E invece...come una meteora luminosa è svanita via una calda notte d'agosto di 48 anni fa. Marilyn e la sua chioma per sempre bionda e gli occhi scintillanti e tristi. Marilyn e la sua pelle traslucida e il sorriso aperto e ricolmo di speranza. Una vita irrealizzata la sua. Una carriera costruita faticosamente e non riconosciuta, una serie di amori falliti e pericolosi...

...eppure su tutto rimane l'innocenza, l'ironia, il bagliore tragico della sua bellezza, come una promessa di eternità. Un miscuglio di sentimenti che spezza il cuore, stupisce, diverte e fà sognare...guardi le sue foto, o i suoi film, e pensi: "Eccola, è ancora qui, fra noi, e guarda come brilla!", proprio come si fà quando si guarda una stella in cielo.

A Marilyn la stella, l'attrice, la donna, nel giorno del suo 84^ compleanno...

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/MARILYN13.jpg Marilyn nel giardino della sua casa a Los Angeles
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Robert Mitchum, un antidivo a Hollywood

Categoria: Cinema & TV
Commentare: 05.05.2010 18:26

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/mitchum%20greer%202.jpg

-Sapete che siete un uomo curioso?

-Siete voi a far diventare curioso ogni uomo che v'incontra.


(La dark lady Jane Greer e il detective Robert Mitchum in "Le catene della colpa" (1947), nella foto)

E dopo James Dean, un altro antidivo per eccellezza. Robert Mitchum. Magistrale interprete di un centinaio di film, molti dei quali veri e propri capolavori. Ma lui non se ne curava. Era estraneo alla fama, al voler piacere a tutti i costi. Il suo stile anticonformista, la sua aria da duro, lo facevano l'interprete ideale dei film noir. Con quello sguardo sornione che tradiva i problemi alla vista e un'insonnia che lo avrebbe afflitto per il resto della sua vita.... ne cominciò a soffrire negli anni in cui fece l’operaio in una fabbrica. Un lavoro che odiava, e che per alcuni anni condivise con una timida ragazza mora che sarebbe divenuta la bionda più celebre del cinema e sua partner nel film “La Magnifica preda”: Marilyn Monroe.

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/monroe%20mitchum.jpg
Marilyn Monroe e Robert Mitchum presenziano ad una cerimonia a Holywood. In quel periodo stavano girando "La magnifica preda" (1954) e avevano una relazione. Quando lui fu arrestato, Marilyn prese le sue difese

Oltre all'operaio, fece tanti altri lavori, dal minatore allo scaricatore. Il periodo da pugile gli lasciò come ricordo il naso rotto. Bello, in senso classico, non lo era, tranquillo neanche. Rimasto orfano di padre a due anni, a sedici vagabondò per tutta America, facendosi arrestare. Fuggì dal carcere, ma non la seconda volta che fu arrestato, ormai famoso, per possesso di marijuana. Un simile scandalo nell’America perbenista degli anni ’50 avrebbe distrutto qualsiasi carriera, non quella di uno che non voleva essere divo e detestava Hollywood e la sua “gentaglia”.

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/Hunter%20201.jpg
Robert Mitchum diabolico in "La morte corre sul fiume" (1955)

La gente, forse anche per questo, lo amava. Vedeva in lui un antidoto al divismo imperante, dove tutti erano, o meglio, apparivano "belli e impossibili". Alla sua prima nomination agli Oscar non si presentò perché non aveva nessuna intenzione di mettersi lo smoking e non voleva affittarne uno. Non fu più nominato, ma incasellò nell’arco di trent’anni delle interpretazioni degne da Oscar. Lo ricordiamo, galoetto (come lo fu in vita!) in "Cape Fear" dove perseguita l’avvocato Gregory Peck , che lo aveva incarcerato, e la sua famiglia. Ne “La morte corre sul fiume”, dove sembra una specie di orco delle fiabe, che fa fuori le sue mogli e ne perseguita i figli con il bottino di soldi. Poi in celebri film di guerra come “Il giorno più lungo” o western come “El dorado”. Fu anche protagonista, con successo, di una commedia al fianco del mitico Cary Grant "L'erba del vicino è sempre più verde" e negli anni della maturità ci regalò altre eccellenti interpretazioni.

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/mitchum%20cary%20grant.jpg
Robert Mitchum e Cary Grant si "sfidano a duello" nella commedia "L'erba del vicino è sempre più verde" (1959). La prima a sinistra, vestita di bianco, è Deborah Kerr, grande amore nella vita di Mitchum

Non era solo un attore superbo ma anche un ottimo cantante, con quella voce cupa e profonda. Amava molto scrivere: poesie, racconti, sketch per la radio. Di carattere non facile, condusse una vita piuttosto turbolenta. Fu un gran bevitore e gran fumatore, eccessi che negli anni gli donarono un viso ancora più dolente ed espressivo (ve lo ricordate nei panni di Marlowe?). Turbolenta anche la sua vita privata. Ebbe relazioni con alcune delle attrici con cui lavorò. La più importante e chiacchierata quella con la splendida Deborah Kerr, sua partner in tre film. Fece scalpore perchè erano entrambi sposati e con figli. Lui ne parlò schiettamente come di un "segreto militare" di cui tutti, marito di lei e moglie di lui, erano a conoscenza.

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/fonda%20ford%20mitchum.jpg Senza dubbio, tre dei più grandi attori di tutti i tempi: Henry Fonda, Glenn Ford e Robert Mitchum in "La battaglia di Midway" (1976)

Ciak l'ha definito come "uno di quegli attori di cui si è perso ormai lo stampo". Autentici, con un cinismo e un sarcasmo di fondo che in realtà rivelavano una visione della vita sensibile e lucida. Uomini tutti d'un pezzo. Uomini senza prezzo. Con le loro debolezze, e la lealtà di saperle riconoscere, senza voler apparire ciò che non si è. Lontani, dunque, dai riflettori fuorvianti di una Hollywood che si fingeva senza ombre! Come disse una volta:

"Io non sono certo Marlon Brando. Non creo invidie. Anzi, sono una speranza per tutti. La gente mi guarda sullo schermo e dice: "Se ce l'ha fatta quel coso lì posso farcela anch'io!"







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So tender....

Categoria: Cinema & TV
Commentare: 30.04.2010 09:52

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/jimmy%20children.jpg James Dean con due bambini sul set de "Il gigante"

Abbiamo imparato a volare come gli uccelli,
a nuotare come i pesci,
ma non abbiamo imparato l'arte
di vivere come fratelli.


(Martin Luther King)
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Un (pessimo) ritratto di Dorian Gray

Categoria: Cinema & TV
Commentare: 05.04.2010 13:02

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/wilde_recline_sm.jpg Oscar Wilde

Lo studio era pieno dell'odore intenso delle rose, e quando la brezza estiva passava tra gli alberi del giardino, penetrava dalla porta aperta il profumo pesante del glicine o la fragranza più delicata del biancospino. Dall'angolo del divano di cuscini persiani sul quale stava disteso, fumando, com'era suo costume, innumerevoli sigarette, Lord Henry Wotton poteva appena scorgere lo splendore dei fiori di citiso, che hanno la dolcezza e il colore del miele. I ramoscelli gracili sembravano quasi incapaci di reggere il peso di tanta fiammeggiante bellezza. Le ombre fantastiche degli uccelli in volo penetravano di quando in quando attraverso le lunghe cortine di seta cruda, le quali, spiegate davanti all'ampia finestra, producevano quasi un momentaneo effetto giapponese e facevano pensare a quei pallidi pittori di Tokio, dalla faccia di giada, che, impiegando come strumento un'arte che è necessariamente statica, tentano di darci il senso della rapidità e del moto.

(Incipit del romanzo "Il ritratto di Dorian Gray" di Oscar Wilde)

Ecco, il film doveva iniziare così: all’interno dell’elegante studio di Basil, con l’odore pregante delle rose e la brezza estiva, come scrive magistralmente Wilde. Dorian in posa e Lord Watton che con il suo controverso colloquiare sembra pian piano contaminare questa immagine di purezza giovanile espressa dalla figura di Dorian immersa nel chiarore di una giornata estiva senza tempo. Niente flash back, niente scene esterne…Dorian e Lord Watton discorrono amabilmente nello studio, mentre la bellezza di Dorian rimane impressa eternamente sul quadro…l’innocenza splendente poco prima della sua caduta, come nel primo giorno della creazione, nel giardino dell’Eden.

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/Ben_Barnes_Dorian_Gray-19.jpg
Dorian e il suo ritratto

E invece....film brutto, noioso, volgare, banale, e stupidamente splatter. Aspettavo di vederlo da tempo, ci avevo scritto anche un post, e, spiace dirlo, è stata una vera e propria delusione. Un Dorian Gray da dimenticare, specie per chi, come me, ha letto, vissuto e amato il capolavoro di Oscar Wilde per ben due volte. La scenografia è elegante, non c'è che dire. Dorian nel libro è biondo e con gli occhi azzurri, nel film moro. Pazienza, è comunque un bel ragazzo, anche se poco espressivo. Colin Firth è bravissimo, e molto affascinante, ma il suo Lord Watton è troppo caricato e spregiudicato. Nel romanzo non è sposato, e ha un atteggiamento più distaccato, affabile e nello stesso tempo più ambiguo. Il suo carisma è la sua formidabile dialettica che seduce con grazia.

L’amore fra Sibyl e Dorian è un sentimento ancestrale e puro, tragicamente travisato da entrambi e annientato crudelmente dell'egoismo di lui.

Intanto Dorian non vede Sibyl per la prima volta in osteria, ma a teatro! Ne rimane infatuato vedendola recitare e se ne innamora perdutamente perché, spettacolo dopo spettacolo, rivede in lei la bellezza dell’arte del teatro. Una sera è Ofelia, l’altra Giulietta. Sibyl idealizza fortemente Dorian, vedendolo come un principe (lei lo chiama “Il Principe Gentile”) l’uomo che la porterà via da una vita di miseria. E’ un amore idealizzato, da entrambe le parti che finisce nel momento in cui Sibyl “uccide” la sua parte artistica in scena. Decisa a essere Sibyl, e a essere Sibyl per Dorian, recita volutamente male e fa una brutta figura a teatro….Dorian ne rimane deluso fino alla rabbia. Lui amava Sibyl- Ofelia, Sybil- Giulietta…e la lascia, umiliandola, dicendole che non è niente senza un personaggio da interpretare. Nel film invece quel "genio" di regista fa intendere che è colpa di Lord Watton, il quale trascina Dorian in un postribolo...ma quando mai?

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/rachel-hurd-wood-e-ben-barnes.jpg
Sibyl e Dorian

Sconvolta di essere stata lasciata, Sybil non si getta nel fiume, come si vede nel film, ma si avvelena! Non era incinta di Dorian (figuriamoci!) e Dorian non le regala alcun vestito. E ancora: non è il fratello di Sibyl, Jim, a dirle che è morta. E’ Lord Watton, che lo legge sul giornale. Tra l’altro, Dorian ha paura del fratello di Sibyl e ha ragione, perché vuole vendicare la sorella. Nel libro, Jim incontra Dorian verso la fine e lo vuole ammazzare, ma si accorge che è troppo giovane per essere quel Dorian Gray che ha spezzato il cuore alla sorella. Il fratello di Sibyl viene ucciso accidentalmente durante una giornata di caccia...e non spiaccicato contro la metropolitana come si vede nel film! Altra "morte diversa" quella di Basil. Quando nel libro Dorian uccide Basil, (scena veramente brutta nel film!), ricatta un suo amico per scioglierlo nell'acido. Nel film, invece, lo fa a pezzi e, pezzo per pezzo, lo getta nel fiume...!

Oltre alla trama modificata in più punti, si arriva anche a scene veramente assurde, gratuitamente volgari e direi anche offensive (per chi ha scritto il libro e per il lettore che ne ha apprezzato la lettura)! La scena in cui Lord Watton porta Dorian in un postribolo, in mezzo a tutte donne che gli saltano addosso è veramente ridicola. Come se Wilde avesse descritto un posto e una scena del genere. Della serie “Non lasciamo niente all’immaginazione!”... E ancora, le feste mascherate - orgiastiche a casa di Dorian, il fatto che lui si trombi per scommessa una madre e la figlia nel giro di poche ore e - addirittura – ci provi con Basil baciandolo. Ossignore, non ci volevo credere!
MA STIAMO SCHERZANDO? .

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/colin-firth-nel-ruolo-di-lord-%20.jpg
Lord Watton

Povero Oscar Wilde. Incompreso in vita e cinematograficamente travisato ( e sfruttato) a distanza di più di un secolo. La seduzione del pensiero edonista, l'apparenza ipocrita della borghesia vittoriana, l’immaginazione unita all’introspezione vibrante del personaggio in tutte le sue ombre e luci, il conflitto interiore portato all'estreme conseguenze...tutto ciò che lui ha saputo descrivere con tale magnificenza in un libro così attuale e vero, un libro che rivela l'ambiguità dell'anima umana….beh, il regista c’è passato sopra come un carrarmato!

Boccio pure il quadro. Una schifezza! Nel libro, il quadro esprime la corruzione dell’animo di Dorian, rivelando delle rughe all’altezza della bocca, incattivendo il sorriso, e via via…rendendolo irriconoscibile gradualmente. Nel film è una cosa vomitevole: gli scappa fuori un verme da un occhio (!!), sanguina e ….ruggisce! Ma che ca…. è?!

Velo pietoso sulla scena finto-buonista di un Dorian che si va a confessare per ritornare a essere libero…ma quando mai? Wilde non avrebbe mai scritto una scena del genere! E poi altre scene puramente inventate: Dorian si innamora di Emily la figlia di Lord Watton. Ovviamente, nel libro, Lord Watton non ha nessuna figlia…inoltre, ritorna senza motivo la figura di uno zio nobile che picchia Dorian...mah! Immagino che di scene fuori luogo che ce siano altre...io non ce l'ho fatta a finirlo! L'amore fra Dorian e la mai-esistita figlia di Lord Watton m'ha dato il colpo di grazia.

Ma perchè un qualsiasi regista si deve prendere il lusso di fare a pezzi un capolavoro della letteratura di tutti i tempi, stravolgendolo, banalizzandolo, facendone un film così mediocre e di basso contenuto?

Sapete che vi dico? Era molto meglio il film del 1945! Vi posto una scena:



Aggiornamento: ho letto alcune opinioni di spettatori di "Dorian Gray"...quelli che hanno letto il libro hanno giustamente demolito il film, agli altri è piaciuto. Il mio consiglio: Leggetevi il libro, se non l'avete già fatto, ma in ogni caso EVITATE QUESTO FILM!

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