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Due racconti

L'infinita ombra del vero

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Grande Benigni!

Categoria: Cinema & TV
Commentare: 30.11.2007 12:27

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/benigni.jpg

Non è stata prima volta. E spero che non sarà l’ultima, (anche perché ha promesso di ritornare). Ieri sera il grande Roberto Benigni ha di nuovo fatto breccia nei nostri cuori, con la sua passione trascinante, la sua arte, la sua ironia…la sua leggerezza. La leggerezza di un’anima profonda, che è in grado di trasmettere emozioni davvero incredibili. Alla fine mi sono pure commossa, persa com’ero in quel girone dell’inferno dove Francesca e Paolo volano abbracciati come colombe….

Sarebbe troppo lungo e riduttivo riportare le fasi principali della sua straordinaria permorfance, di ciò che ci ha trasmesso, a cuore aperto, da Dante fino ai nostri giorni. La sacralità della vita, dei sentimenti, dell’amore (quando è sensualità e tenerezza insieme) del desiderio (La "Divina Commedia" è un’opera sul desiderio), la bellezza dell’Italia, che dovrebbe renderci tutti orgogliosi, il mistero di Dio e dell'aldilà (per chi crede o per chi non crede, comunque abbiamo tutti dentro una “scintilla d’eterno".)

Due ore e mezzo di satira politica (intelligente), seguita da una raffinata spiegazione di uno dei più bei canti dell’Inferno, e la lettura a memoria del canto….che mi ha davvero tolto fiato. Porteremo nel cuore le sue riflessioni così profonde, e vere, che ci ricordano l’unicità della persona, in un mondo massificato… come portiamo nel cuore l’unicità di Roberto Benigni, in una televisione che troppo spesso ripete se stessa e insegna il vuoto.

Grazie, Roberto :)
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In loving memory of Freddie Mercury

Categoria: Musica
Commentare: 24.11.2007 14:02, Editato: 08.01.2008 18:07

Sono trascorsi sedici anni da quel 24 novembre che vide tramontare la giovane vita di Farouk Bulsara, dando vita ad un mito immortale: il mito di Freddie Mercury. Sedici anni senza Freddie. Sembrano un’eternità. Ma la sua voce splendida, da brividi, la sua musica indimenticabile continuano a vivere con noi, e dentro di noi, dandoci l’impressione che lui sia ancora qui.

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/freddie_mercury_30.jpg

Freddie non è stato un semplice cantante, un “vocalist”, come lui amava definirsi, ma un uomo sensibilissimo, geniale, quanto contraddittorio. Un artista eclettico, eccessivo in tutti i sensi, che amava divertirsi, circondarsi di amici, vivere la vita a 360°…e nello stesso tempo capace di sorprenderci con la sua sensibilità spesso sofferta, sentimentale, e quel suo “lato molto tenero” che lui stesso diceva di possedere, a dispetto dell’immagine da “macho” che negli anni ottanta l’aveva imposto come uno dei cantanti dalla presenza scenica più carismatica e audace. Un ruolo che aveva assunto per “difendersi” da chi aveva approfittato della sua buona fede, un ruolo da interpretare sul palco, non nella vita dove era dolcissimo e generoso con tutti. Anche se, fondamentalmente, solo.

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/freddie_mercury_57.jpg

Il suo senso estetico raffinato, la sua presenza attraente quanto eccentrica, il suo gusto per l’arte (era un formidabile collezionista ) il suo stile ricercato ( “Qualunque cosa tu faccia, falla con stile” amava dire), lo hanno sempre contraddistinto dagli altri. Non era amato da tutti, in special modo dalla stampa che lo ha spesso denigrato e messo alla berlina. Ma lui era più forte di qualsiasi pettegolezzo. Pieno di energia, con un sense of humor impareggiabile, amava ridere di se stesso e aveva sofferto il suo “essere diverso”, trovando nella musica l’unico modo per imporre la sua personalità multiforme ed esprimere quella sensibilità che lo rendeva così unico.

La musica. La sua compagna di vita. Il suo più grande amore. Lo ha reso grande, permettendogli di dar libero sfogo al suo talento, e lo ha accompagnato fino all’ultimo dandogli la forza per affrontare la malattia. Nella musica rivive la parte più vera di Freddie,la sua anima sgargiante di sentimento, dalle mille sfaccettature ….e con essa, rivive il nostro amore e la nostra gratitudine per lui.

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/freddie_mercury_105.jpg

GRAZIE FREDDIE….non ti dimenticheremo

Per ricordare Freddie, vi segnalo la canzone che Brian, Roger e John hanno scritto in sua memoria (l’hanno cantata anche per Lady Diana). A me la lacrimuccia è scappata, e l’emozione è stata fortissima, specie nel vedere il bellissimo video. Le sue immagini più belle, il suo volto sorridente… (basta sennò piango..)….

Nessuno tranne te
(solo i buoni muoiono giovani)


Una mano sopra l'acqua
Un angelo tende la mano per raggiungere il cielo
Sta piovendo nel Paradiso -
Vuoi che ci mettiamo a piangere?

E i cuori spezzati sono ovunque,
Per ogni strada solitaria
Nessuno potrebbe raggiungerli
Nessuno tranne te

Ad uno ad uno
Solo i buoni muoiono giovani
Loro stanno volando troppo vicino al sole
E la vita continua -
Senza di te...

Un'altra situazione complicata
Finisco con l' affogare nella tristezza
E mi ritrovo a pensare
Allora - cosa avresti fatto tu?

Sì! - è stato un tale casino
Pagare sempre ogni debito
Diavolo, hai fatto una cosa eccezionale
(Una cosa eccezionale)
Hai trovato il modo per andare avanti - e
(Hai trovato il modo per andare avanti)

Ad uno ad uno
Solo i buoni muoiono giovani
Loro stanno volando troppo vicino al sole
Ce lo ricorderemo -
Per sempre...

E ora la festa è finita
Scommetto che non capiremo mai
Il perchè della tua partenza
E' così che doveva andare?

E così prepariamo un'altro tavolo
E solleviamo i nostri bicchieri un'altra volta
C'è un volto alla finestra
Ed io non ho mai, mai detto addio (a essa )

Ad uno ad uno
Solo i buoni muoiono giovani
Loro stanno volando troppo vicino al sole
Piangendo per niente
Piangendo per nessuno
Nessuno tranne te

(Brian May, Roger Taylor, John Deacon)


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Scrivere secondo William Faulkner

Categoria: Letteratura
Commentare: 22.11.2007 19:26

E dopo le idiozie di Grhisman, le parole di un vero scrittore, William Faulkner, riprese da una intervista.

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/5107-2-photo.jpg

Esiste una formula da seguire per diventare un buon romanziere?

Novantanove per cento talento... novantanove per cento disciplina... novantanove per cento lavoro. Non devi mai essere soddisfatto di quello che fai: potresti sempre farlo meglio. Devi sempre sognare e mirare più in alto di quanto sai di poter fare. Non devi preoccuparti solo di essere migliore dei tuoi contemporanei o dei tuoi predecessori. Cerca di essere migliore di te stesso. L’artista è una creatura guidata dai demoni. Non sa perché questi scelgano proprio lui, e di solito è troppo occupato per chiederselo. È completamente amorale, per cui non esiterà a rapinare, prendere in prestito, elemosinare o rubare da tutto e da tutti, pur di portare a termine la sua opera.

Vuol dire che lo scrittore dev’essere completamente spietato?

La sola responsabilità che ha uno scrittore è nei confronti della sua arte. Se è bravo, allora è completamente spietato. Ha un sogno, e questo lo angoscia così tanto che se ne deve assolutamente sbarazzare. E non avrà pace finché non lo farà. Tutto il resto passa in secondo piano: onore, orgoglio, decenza, sicurezza, felicità. Tutto, purché il libro venga scritto. Se uno scrittore deve rapinare sua madre, non esiterà a farlo: Sopra un’urna greca vale un numero infinito di vecchie signore.

Allora la mancanza di sicurezza, felicità, onore, potrebbe essere un fattore importante nella creatività di un artista?

No. Questi fattori sono importanti solo perla sua pace e il suo appagamento, e l’arte non ha niente a che vedere con la pace e l’appagamento.

E allora quale dovrebbe essere l’ambiente ideale per un artista?

L’arte non ha niente a che vedere nemmeno con l’ambiente; il posto in cui ci si trova non ha nessuna importanza. Se si riferisce a me, il miglior lavoro che mi sia mai stato offerto è stato quello di proprietario di un bordello. Secondo me, è il miglior ambiente di lavoro che uno scrittore possa desiderare. Gli dà una perfetta indipendenza economica; lo libera dalle ansie e dalla fame; gli dà un tetto sulla testa e assolutamente niente da fare tranne stilare qualche semplice resoconto e andare una volta al mese a pagare la polizia locale. Durante il giorno, che è il momento migliore per lavorare, il posto è tranquillo. Di sera c’è una discreta vita sociale – se gli va di partecipare – che non lo fa annoiare; gli dà una certa posizione sociale; non deve fare niente, perché la maîtresse si occupa dei registri; tutti gli inquilini sono donne e sono accondiscendenti nei suoi confronti e lo chiamano “signore”. I fabbricanti di liquori clandestini lo chiamano “signore”. E lui può chiamare per nome i poliziotti. Quindi, l’unico ambiente di cui uno scrittore ha bisogno è un posto dove possa avere, a basso costo, pace, solitudine e piacere. Un ambiente sbagliato non farebbe altro che fargli salire la pressione e fargli passare la maggior parte del tempo in uno stato di frustrazione o rabbia. L’esperienza mi insegna che gli oggetti di cui ho bisogno per il mio lavoro sono carta, tabacco, cibo e un po’di whisky.

Ha parlato di indipendenza economica. Uno scrittore ne ha bisogno?

No, uno scrittore non ha bisogno di indipendenza economica. Tutto ciò che gli serve è una penna e un po’di carta. Non ho mai sentito che nel campo della scrittura qualcosa di buono sia arrivato dall’aver accettato una donazione. Un bravo scrittore non chiede soldi a una fondazione. È troppo impegnato a scrivere. Se non è uno scrittore di prim’ordine, inganna se stesso dicendo di non aver avuto tempo o indipendenza economica. L’arte di qualità può venire fuori anche da ladri, distillatori clandestini o stallieri. La gente ha davvero paura di scoprire fino a che punto è in grado di sopportare privazioni e povertà. Hanno paura di scoprire quanto siano tenaci. Non c’è nulla che possa distruggere un bravo scrittore. L’unica cosa in grado di cambiare un bravo scrittore è la morte. Gli scrittori bravi non hanno tempo per preoccuparsi di avere successo o diventare ricchi. Il successo è femminile, ed è come una donna; se ti pieghi davanti a lei, ti scavalca. Per cui bisogna farle sempre vedere il dorso della mano. E allora, forse,sarà lei a strisciare.


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Questa, Grishman, te la potevi risparmiare!

Categoria: Letteratura
Commentare: 21.11.2007 20:06

.http://www.luisaferretti.it/blog/upload/grishman.jpg

Ecco, si fa tanto per dare risalto alle risorse positive di una regione come le Marche...che arriva uno scrittore (stronzo) americano e vanifica il tutto. Mi riferisco a John Grishman. Pur avendo venduto milioni di libri, a me non piace. Saranno le sue storie sempre sul genere legale (d'altronde lui è un avvocato) che non mi attirano molto, e quel modo di scrivere da "letteratura passatempo" che non considero affatto esaltante.... Ammiro la sua volontà di portare alla luce i "dietro le quinte" del sistema giudiziario americano, e storie di persone che combattono per la verità..ma non ha certo la profondità di un Faulkner!

E se non è mai stato il mio scrittore preferito, di sicuro, non lo sarà adesso..visto che nel suo ultimo romanzo, ovviamente già best sellers "in odor di cinema", il "grande scrittore" fa a pezzi Ancona tirando in ballo il dolorosissimo ricordo dei bombardamenti che la mia città subì nel 1943...


http://www.luisaferretti.it/blog/upload/macerie4.jpg


Vi riporto qui sotto l'articolo apparso sul giornale:


Cita anche Ancona, il noto scrittore statunitense John Grisham, nel suo ultimo best seller intitolato 'Il professionista'. Una citazione che però non è stata per nulla apprezzata dal capogruppo regionale delle Marche di Rifondazione comunista Giuliano Brandoni, che ha definito la descrizione della città dorica ''tranchant''. Il passo incriminato si trova a pagina 242 del libro e recita: "fortunatamente gli alleati nell'ultimo conflitto avevano provveduto a spianare Ancona e quindi la città era priva di chiese, palazzi e le guide non segnalavano che una cattedrale...''.

''A volte bastano due righe - commenta Brandoni -, se a scriverle è un autore famoso, per vanificare campagne informative e promozionali che costano centinaia di migliaia di euro''. Per questo il capogruppo del Prc ha presentato un'interrogazione sul tema della tutela dell'immagine delle Marche nella produzione culturale e di intrattenimento, sollecitando iniziative di 'controinformazione' rispetto alle affermazioni dell'autore, che, aggiunge Brandoni, è ''tra gli scrittori più famosi del mondo'', ed il cui romanzo ''è già in testa in tutte le classifiche mondiali di vendita''.
Brandoni poi insiste, sottolineando che da quelle affermazioni ''al di là del buon gusto'' potrebbe derivare ''un effettivo marketing negativo dal punto di vista turistico, non solo per Ancona ma per l'intera regione, che vale quanto gli sforzi e le campagne di promozione che il sistema turistico vanta all'estero''. Infine Brandoni chiede di sapere se la giunta stia effettuando dei monitoraggi sull'immagine delle Marche nella produzione culturale e mediatica.


http://www.luisaferretti.it/blog/upload/macerie6.jpg


Ovviamente per giudicare, bisogna leggere tutto il libro. Non solo una frase estrapolata, anche se quel "fortunatamente" suona come un affronto gravissimo. Non sò che dire. Grishman ha mancato di rispetto per una città che non conosce e che non ha neanche visitato e che è stata una fra le più colpite durante la seconda guerra mondiale.

Essendo città di mare, ha avuto perdite gravissime... oltre 3000 morti, vittime innocenti, e la distruzione materiale delle case, chiese ecc...(Il Duomo ha perso una navata laterale, S. Maria della Piazza il Campanile, La chiesa al porto è andata perduta per sempre).. Fu colpito il centro storico, il porto soprattutto. Molti sfollarono in campagna, ma almeno 4000 persone rimasero in città.

Comunque, a parte queste "note storiche" , il rispetto per la memoria e per i caduti, Grishman ce l'ha sotto i piedi? Temo proprio che a lui basti far parlare di sè per vendere libri. E mi pare che ci riesca benissimo.
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