Commentare: 29.02.2008 12:00
Linda mi ha regalato un bellissimo fascicolo illustrato con le più belle opere dell'artista giapponese Kitawaga Utamaro. E' da ieri che lo stò sfogliando e leggendo, con grande coinvolgimento. Un fascinoso viaggio nella cultura giapponese di fine settecento, pervasa da una sensualità raffinata, eppure dolente....
Una sensualità stretta addosso come un kimono, più e più volte annodato intorno alla vita, e catturata nella sottigliezza crudele di uno sguardo sottomesso e nella gestualità densa di pathos e levità interiore.
Vi copio alcuni cenni sulla sua vita, e la sua silografia più celebre "Il canto del guanciale"

Kitagawa Utamaro, nato nel 1753, è uno dei massimi pittori e stampatori giapponesi. Conosciuto anche all'estero, ha influenzato con le sue opere gli impressionisti europei.
Sulla sua vita non si sa molto e anche su dove nacque non c'è la certezza: Tokyo, Kyoto od Osaka. Autore di oltre 2000 stampe di cui solo una trentina sono arrivate fino a noi. Divenne famoso per i suoi ritratti di donne e a sfondo erotico. Instancabile illustratore di libri e proprio l'aver illustrato un libro storico con un disegno dal titolo "Hideyoshi e le sue cinque concubine", ritenuto irriverente, gli costò la condanna ad un breve periodo in prigione. Utamaro è stato uno dei massimi maestri di quella particolare tecnica nota con il nome di ukiyo-e. L'ukiyo-e nato in Giappone nel XVII secolo ed è una forma d'arte ritenuta popolare: le sue stampe raffigurano principalmente soggetti teatrali, luoghi di piacere e paesaggi. Kitagawa Utamaro si spense a 53 anni e le sue opere sono state esposte, tra gli altri, al British Museum e nei musei di Boston e di Philadelfia.
Il canto del guanciale

Datata 1788, questa famosissima silografia di Kitagawa Utamaro racconta le tante attività dei cittadini di Edo. Infatti, uno dei temi che maggiormente catturava l’attenzione degli artisti del “mondo fluttuante” era la vita all’interno dei quartieri di piacere.
Il foglio fa parte di uno splendido album di dodici scene erotiche (Utamakura), stampato dal più importante e raffinato editore del tempo, Tsutaya Juzaburo. Sul ventaglio della figura femminile colta di spalle, è incisa una scherzosa poesia ricca di doppi sensi che recita:
Nella valva del mollusco
il becco si è incastrato
il beccaccino non può alzarsi in volo
nel tramonto autunnale.
Hamaguri ni
hashi wo shikkato
hasamarete
shigi tachikanuru
aki no yugure.
La stampa raffigura l’interno di una casa di piacere e, in particolare, rappresenta un ambiente al piano superiore di una sala da tè, aperta su un giardino da cui emergono rami di Diospero. Al centro della composizione dai colori vivacissimi, una coppia si abbraccia in procinto di unirsi.
Molti studiosi d’arte, hanno visto nella figura maschile seminascosta, un autoritratto dell’artista. La sopraveste “a macchie di cerbiatto”, indossata dall’uomo che si perde fra i capelli della cortigiana, ricorda, infatti, un altro autoritratto sicuramente autentico, poiché autografo dell’autore.
Da www.arte.stile.it
















