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Sant' Agostino di Ippona

Categoria: Letteratura
Commentare: 28.08.2008 14:24

SANT'AGOSTINO, vescovo e dottore della Chiesa

Tagaste (Numidia), 13 novembre 354 – Ippona (Africa), 28 agosto 430

Festa: 28 agosto
Patronato: Teologi, Stampatori
Etimologia: Agostino = piccolo venerabile, dal latino
Emblema: Bastone pastorale, Libro, Cuore di fuoco

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/Sandro_Botticelli_050.jpg
Sant'Agostino ritratto da Sandro Botticelli

« Tardi ti ho amato, Bellezza così antica e tanto nuova, tardi ti ho amato.
Sì, perché tu eri dentro di me ed io fuori: lì ti cercavo.
Deforme, mi gettavo sulle belle sembianze delle tue creature.
Eri con me, ma io non ero con te.
Mi tenevano lontano da te le tue creature,
inesistenti se non esistessero in te.
Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità;
balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità;
diffondesti la tua fragranza, respirai ed ora anelo verso di te;
ti gustai ed ora ho fame e sete di te;
mi toccasti, e arsi dal desiderio della tua pace. »

(Confessioni X, 27.36)

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Tra Majakovskij e Campana...

Categoria: Letteratura
Commentare: 27.08.2008 18:48

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/majakovskij-01.jpghttp://www.luisaferretti.it/blog/upload/dino%20campana%20ridotto.jpg Vladimir Majakovskij e Dino Campana

Compleanno di Marta, che è a Perugia, e Daniela.
Cena pizza con Daniela e sei colleghe donne, più un collega uomo, Sergio. Cena sotto casa di Cri, sulla spiaggia. Regalo: braccialetto d'argento comprato da Cri. Bella serata. Mangiato un po' pochino, ma molto serena e bella compagnia. Brindisino in mio onore!

Bellissimi i nuovi quadri di Cri: due su commissione e uno futuristico intitolato "Fresbee Cosmico". Dalla casa di Cri potevo tornarmene a mani vuote? No. Sono ritornata a casa con Carmelo Bene che legge i "Canti Orfici" di Dino Campana e il Majakovskiij di "A piena voce".

Tra le pagine, la poesia "Lilicka" copiata a penna da Cri nel 1988...quando aveva a trent'anni. Ora lo stò leggendo io, a trent'anni, vent'anni dopo. La storia si ripete.

Eccovi la poesia più bella e struggente di Majakovskij dedicata al suo amore Lilicka, prossimamente vi posterò la mia preferita di Campana....

LILICKA

Un fumo di tabacco ha divorato l’aria.
La stanza
E’ un capitolo dell’inferno di Krucennych.
Ricordati -
Proprio a questa finestra
Per la prima volta
Estasiato accarezzavo le tue mani.
Eccoti oggi seduta,
Il cuore chiuso dentro una corazza.
Ancora un giorno e poi
Mi scaccerai
Magari anche imprecando alle mie spalle.
Nella buia anticamera la mano nella manica
Più non stenterà a entrare disfatta dal tremore.
Correrò via
E getterò il mio corpo sulla strada.
Selvatico animale
Impazzirò
Sotto una sferza di disperazione.
Ma così non si deve,
Mia cara,
Mia diletta,
Meglio lasciarci ora.
Non importa -
Il mio amore
E’ un pesante macigno
Che incombe su di te
Ovunque tu possa fuggirmi.
Lascia in un grido estremo che si sfoghi
L’amarezza dei lamenti e del rancore.
Quando anche un bue è disfatto di fatica
Lui pure andrà a gettarsi
In fredde acque in cerca di ristoro.
Ma altro mare non c’è
Per me
Trenne il tuo amore,
Nè tregua c’è in amore anche nel pianto.
Se un elefante stanco vorrà pace
Si stenderà maestoso sull’infocata sabbia.
Ma altro sole non c’è
Per me
Tranne il tuo amore,
Benchè io non so tu dove o con chi sei.
Se così se ne fosse tormentato
Dell’amore - un poeta
In soldi e gloria l’avrebbe mutato,
Ma altro suono non c’è
Che mi dia gioia
Tranne che il suono del tuo nome beato.
E non mi getterò giù nella tromba delle scale
E non berrò veleno
Nè premerò griletto dell’arma sulla tempia.
E non c’è lama di coltello che
Abbia su me potere
Tranne che sia la lama del tuo sguardo.
Tu scorderai domani
Che io t’incoronavo,
Che d’un ardente amore l’anima ti bruciavo,
E un carnevale effimero di frenetici giorni
Disperderà le pagine dei miei piccoli libri…
Le secche foglie delle mie parole
Potranno mai indurre uno a sostare,
A respirare con avidità?

Almeno lascia che un’estrema tenerezza
Copra l’allontanarsi
Dei tuoi passi.


26 maggio 1916, Pietrogrado

Vladimir Majakovskij (1893-1930)



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I volti della Bellezza

Categoria: Attualità
Commentare: 26.08.2008 09:44

Mi riallaccio al precedente post di Cheng con un bellissimo scritto di Luciano di qualche tempo fa.

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/botticelli_birth_venus_2.jpg

Sono riusciti a convincerci (o ci siamo lasciati convincere, noi del Nord ricco del mondo) che la cosa veramente importante sia accedere all’immenso mercato delle cose, che sono lì, proprio davanti ai nostri occhi, scintillanti e assolutamente da non perdere. Sola discriminante il poterselo permettere.

In questa dimensione “imposta”, sembra esaurirsi la nostra condizione, che non resti altro da fare o da desiderare, e tutto ciò a cui possiamo anelare è un mondo di oggetti, di merci, un mondo trasformato in merce. Il “nemico” interiore da abbattere è l’idea (coltivata da chi ?) che non si possa avere accesso alle cose. Comprare, avere, si è trasformato in un diritto, addirittura in emblema della stessa libertà.

Così quando siamo “in pari” rispetto alle cose, che siamo convinti sia “giusto” e “normale” avere, riusciamo finalmente a sentirci a posto. Ma solo per poco, dato il susseguirsi inesauribile delle “novità”. Questa frenesia, moltiplicata per milioni e oramai imposta alle nuove leve di consumatori, è diventata la nostra triste realtà. Crediamo che questo esaurisca il nostro orizzonte.

Ma un tale atteggiamento ci vede rapaci e scontenti, sempre pronti a chiedere, a carpire, ad avere, a sprecare. Ci leghiamo a quell’unico ruolo e pretendiamo, chiediamo e prendiamo, senza sentirci chiamati anche alla responsabilità.
E non vediamo che il solo prendere mortifica e riduce drasticamente ciò che siamo, e che - se nessuno si sente spinto a mettere anche qualcosa di proprio, che migliori il mondo e la vita, che tenga conto della nostra complessità e degli altri nostri bisogni - saremo solo un insieme di individualità ciniche e devastatrici, pronte a prosciugare inesorabilmente tutto.

Ciechi (chi gestisce il potere politico ed economico) che guidano altri ciechi…
In questo percorso a senso unico, dove ci si rassegna all’erosione costante della qualità della vita e dove non ci si preoccupa dell’acqua che viene inquinata – tanto c’è quella minerale! – dell’aria che ci avvelena con le polveri sottili, dei campi avvelenati - per avere prodotti più “sani” e tornare alla natura - di un traffico caotico e auto-paralizzante, può apparire fuori luogo parlare di Bellezza.

Penso ai milioni di “vacanzieri”, disposti a pagare per stare in luoghi sovraffollati, magari alla moda, brutti e rumorosi, scelti in depliant che promettono panorami splendidi e solitari, finendo per ritrovarsi lì a migliaia, ed avendo, come epilogo, un luogo devastato e consegnato ad una triste, sconsolata “aridità”, mentre i “nativi” preferiscono guardare al portafogli pieno.

Siamo tutti rassegnati al brutto, al sovraffollato, al caotico, al peggio, e non crediamo più che si possa fare qualcosa. Così premiamo l’acceleratore, vogliamo tutto e subito, contribuendo all’aggravarsi del male.. Tristemente crediamo che non si possa fare più niente per rovesciare questa tendenza, recuperare qualcosa che possa farci vivere meglio, con più serenità, semplicità e sincero appagamento. In un brano musicale della Gang, si sente una voce, che potrebbe essere quella di Fidel Castro, e che parla di “lotta rivoluzionaria” e di un “futuro migliore”: bellissime parole, ma cos’è un futuro migliore ?

Le masse deresponsabilizzate e predatorie, succubi di un modello unico, sono oggi la causa di un presente e di un futuro peggiori: a chi chiederanno di salvarle? Chi individueranno ora, quale loro oppressore da abbattere ?

Cosa intendiamo quando parliamo di Bellezza

(Luciano Galassi)
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François Cheng e la Bellezza

Categoria: Letteratura
Commentare: 22.08.2008 11:13

Ieri sera ho trascorso mezz'ora in compagnia della voce, e del pensiero, di François Cheng, scrittore e filosofo cinese naturalizzato francese. Il mio caro amico Luciano mi ha infatti mandato le tre puntate registrate su RadioRai, trasmissione "Uomini e profeti". François Cheng nel presentare il suo ultimo lavoro "Cinque meditazioni sulla bellezza", ha risposto alle domande dell'intervistatore parlando del Monte Lu, a cui ha dedicato un libro, della calligrafia, che l'ha iniziato alla bellezza, della pittura cinese, del volto umano, della bellezza racchiusa in un tramonto...é stato davvero illuminante, mi ha incantato. Ho preso appunti, e ve li ripresento in questo post. Prima però leggetevi l'introduzione al suo libro, il brano così poetico che celebra il Monte Lu (letto alla radio) e, se volete, ascoltatelo tramite la trasmissione. Vi rimando alla prossima puntata!

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/cheng.jpg

In questi tempi di miserie, violenze e catastrofi, parlare di bellezza può sembrare scandaloso. Ma è proprio la bellezza, sosteneva Dostoevskij, che salverà il mondo e costituirà una muraglia contro il male. François Cheng, membro dell'Accademia di Francia, che è considerato il più importante e acuto mediatore culturale tra la Cina e l'Europa. I suoi studi sono un punto di riferimento per chiunque voglia accostarsi e comprendere la cultura dell'Oriente. Ma il suo merito più grande è quello di aver innovato e arricchito la filosofia occidentale di elementi provenienti da un mondo apparentemente molto diverso e lontano. Essendosi dovuto confrontare sin da giovane con il male e la bellezza per esser stato frequentatore, da un lato, di quell'incredibile luogo che è il Monte Lu, nella sua provincia natale, e dall'altro spettatore del terribile massacro di Nanchino, perpetrato dall'armata giapponese, Cheng ci rende partecipi delle sue riflessioni sulle questioni esistenziali più radicali che non hanno mai smesso di tormentarlo.

(introduzione a "Cinque meditazioni sulla bellezza" di François Cheng)

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/monte%20lu.jpg Monte Lu all'alba


Scalando il monte in direzione della pura luce
Piano piano si penetra nella natura non rivelata.
I raggi del tramonto illuminano in basso i flutti del fiume;
Nel cielo limpido si ergono, pure mille cime.

La Porta di Pietra custodisce la bellezza dell’ora,
Mentre dal crepuscolo gia` si alza la luna.
In ascesa, verso la capanna del Maestro Lontano,
Un sentiero e` appeso a fianco del picco solitario.
Attraverso le nuvole appare la luce della lampada;

Sotto i pini si fanno udire le pietre sonore.
Faccia a faccia, ospite e visitatore, senza parole.
Cuore palpitante conquistato a un tratto dalla pietra del Chan.

scritta da Shitao 1642-1707

(François Cheng, Il sapore del mondo)


http://www.luisaferretti.it/blog/upload/shodo.jpg

Imparare la bellezza tramite l'arte della calligrafia


L’arte della calligrafia è arte visiva e musicale
La calligrafia cinese è un insieme di ideogrammi.
La calligrafia è scomporre la scrittura nel suo interno.
La calligrafia dà la capacità di cogliere gli aspetti nella loro profondità.

L’uomo comprende il mondo attraverso il proprio linguaggio: la pittura, la musica, la scrittura.

L’occhio ascolta (diceva Claudel) e così l’uomo stabilisce una relazione con l’universo attraverso le proprie facoltà.



http://www.luisaferretti.it/blog/upload/pu%2520maojun_clip_image002.jpg Quadro di Pu Maojun

La Montagna, il Fiume, gli uomini nella pittura cinese

Nella pittura cinese sono presenti la Montagna, il Fiume, figure di piccoli uomini dispersi in tale immensità.

Alla base di tali pitture vi è la cosmologia cinese. Alla base della cosmologia cinese vi è il soffio – (Spirito) che è pensiero unitario dell’Universo. Il soffio è l’unità che anima l’Universo e ogni entità vivente. Tutte queste entità sono legate fra loro in un cammino di vita in continua trasformazione: il TAO, ovvero la VIA.

La via si divide in tre tipi:
- soffio yin
- soffio yang
- soffio del vuoto medio

la montagna rappresenta il soffio yin (principio di forza attiva)
Il fiume rappresenta il soffio yang (principio di dolcezza recettiva).
La montagna e il fiume sono prodigi della natura e nello stesso tempo incarnano sulla terra queste forze dell’Universo.

Ogni cosa vivente è condensazione del soffio…

Le persone ritratte nei quadri sembrano come disperse, ma non lo sono. Anzi, partecipano attivamente al paesaggio, poste in luoghi strategici. L’occhio di chi guarda si identifica piano piano in esse, il personaggio diventa il perno del quadro. L’uomo ritratto in un quadro non è mai perduto, ma è il cuore palpitante del paesaggio, in piena partecipazione e non separazione con l’esterno.


http://www.luisaferretti.it/blog/upload/Hero-Clip_33.jpg


Il Volto umano, inafferrabile scrigno dell'anima

Il volto umano è la cosa più sfuggente, inafferrabile, un quasi nulla, senza troppo spessore, che però determina l’essere umano.

Determina l’IO, l’identità. Ed è in fondo ciò che si conosce meno. Dietro un volto si nasconde un cuore. E’ una cosa miracolosa che rivela l’unicità della persona. Il sorriso, si dice, è la finestra dell’anima. Gli occhi, lo specchio.

L’arte occidentale, meglio ancora di quella orientale, è riuscita a sondare la bellezza e il mistero del volto umano.


http://www.luisaferretti.it/blog/upload/muraglia-cinese-788316.jpg

Tramonto, la bellezza come incontro e memoria dello sguardo

Ogni percezione della bellezza è intreccio e interazione, una sequela di incastri a più livelli.
Gli elementi del paesaggio: il mare, le nuvole, le rocce, gli uccelli, si amalgamano fra di loro, circonfusi dal chiarore del giorno. E’ un incontro di elementi, che tocca il cuore.
Ma il tutto rimane un mistero affidato a chi lo guarda.

La melodia è essa stesso un mistero pur essendo un insieme di note. Così la bellezza di un tramonto in cui ogni elemento è trasfigurato.

La bellezza è un incontro.

Un tramonto senza spettatori è bellezza in pura perdita. Assume senso e significato nello sguardo di chi lo guarda e lo fa proprio. In francese sguardo si dice reguard (ovvero, tenere per sé, custodire).

Ecco, la bellezza risiede nello sguardo, e si rivela attraverso esso.
Nella memoria, ogni sguardo si ricongiunge a tutti gli sguardi passati.

La dimensione dello sguardo è dimensione del tempo.
E nel tempo la Bellezza attiva altra bellezza, la accresce e la innalza.




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