Categoria: Musica
Commentare: 23.09.2008 10:54

"...una lungagnona col vestito da cocktail sottratto di nascosto alla madre, saliva sul palco traballante di una balera lombarda. Si ricorda che l'abito era blu e bianco. Lucido. Si ricorda che dopo aver cantato la prima canzone, il titolo? no, è troppo, si arrabbiò, perchè la gente appaludiva.
<<Io canto per me. Cosa c'entrano loro?>>.
Non aveva le idee chiare. O forse era troppo lucida.Si ricorda che alla fine di quella primissima esperienza scappò via perchè i genitori non sapevano...non volevano. A diciott'anni era d'obbligo ubbidire. Ma non l'aveva fatto. E doveva correre subito a rimettere l'abito a posto il più in fretta possibile. Si ricorda che poco dopo, dietro le sue insistenze, il padre aveva convinto la madre:
<<Tanto, cosa vuoi, durerà qualche settimana questa follia. Lasciamola fare>>.
La lungagnona invece è ancora qui..."
(
Mina, La Stampa del 22 settembre 2008).
Il cielo in una stanzaQuando sei qui con me
questa stanza non ha più pareti
ma alberi,
alberi infiniti
quando sei qui vicino a me
questo soffitto viola
no, non esiste più.
Io vedo il cielo sopra noi
che restiamo qui
abbandonati
come se non ci fosse più
niente, più niente al mondo.
Suona un'armonica
mi sembra un organo
che vibra per te e per me
su nell'immensità del cielo.
Per te, per me:
nel cielo.Quest post è dedicato a Mauro Mei, che adora Mina da anni e anni...e ovviamente a Mina, grande cantante e grande donna, intelligente e talentuosa, forse troppo per la tivu degli ultimi tempi...