Commentare: 29.12.2009 11:25

L'albero posto al centro della composizione scultorea, simboleggia l'Ordine Francescano: il tronco contorto e in parte spaccato ricorda le vicissitudini che questo ordine ha affrontato attraverso i secoli, ma la pianta è ancora viva e vegeta. Sulle radici ben attanagliate sullo scoglio sbocciano vigorosi virgulti, segno di una sicura continuità. E' quanto suggerisce l'albero immortale dell'olivo.
Il santo, Francesco, modellato con una accentuata forma ieratica, è in atto di lanciare verso il cielo le colombe elette per santificarsi, per inebriarsi di Dio, e ridiscendere sulla terra a portare la luce del cielo (le suore di P. Guido). Padre Guido diceva spesso alle sue ancelle: "andate a cercare gli uccellini caduti dal nido".
La figura femminile posta in ginocchio simboleggia una di queste suore, che, vestita con un umile abbigliamento, ha sulla mano un uccellino caduto dal nido distrutto da un' infernale bufera (il ramo schiantato). Tutta questa leggenda scultorea raffigura l'impegno quotidiano delle suore di Padre Guido, che cercano di alleviare le sofferenze dei più bisognosi, specialmente dei bambini innocenti, travolti dalle miserie umane.
Scultore
S. A. LUCHETTI


La Mensa del Povero e i volontari dell'Opera di Padre Guido
Quest'anno, invece di farci i soliti regali, in ufficio abbiamo deciso di fare una colletta per l'Opera di Padre Guido, gestita dalle suore francescane e da volontari, che ogni giorno garantisce un pasto caldo per chi non può permetterselo. Ho messo a disposizione una ventina di copie del mio ultimo romanzo, partendo da una offerta base di cinque euro, e nel giro di due giorni siamo riusciti a raccogliere una dignitosa somma di 100 euro.
Domenica sono andata a portarli di persona a Suor Pia, presso la Mensa del Povero, sita nel centro di Ancona. (Una traversa di Corso Mazzini). La mensa è al secondo piano, ed è una piccola stanza con cinque, sei tavolini, pronti per accogliere i poveri. A fianco, c'è la cucina, dove ci sono i volontari che cucinano (la stessa Suor Pia era intenta a impananare le fettine!). Nell'altra stanza, due volontari preparavano i panini.
Un luogo che trasmette un gran senso di calore e partecipazione. Modesto, ma ben tenuto e pronto ad accogliere chiunque. Tra i volontari, anche donne molto anziane che si prodigano nella cucina e nella pulizie delle stanze. Suor Pia è una donna molto energica, e molto dolce. Ci ha ringraziato e ha voluto l'indirizzo della Regione per inviarci i suoi ringraziamenti. Ci ha raccontato che ci sono molte famiglie povere, rimaste senza lavoro. Una situazione che cercano di fronteggiare grazie all'aiuto dei volontari, di chi fà offerte e talvolta del Comune. Io spero di ritornarci....
Mi rendo conto che dobbiamo ricordarci di queste persone non solo a Natale, perchè la loro lotta alla sopravvivenza è una condizione quotidiana...sono comunque contenta di essere venuta a contatto con questa difficile realtà, di aver preso consapevolezza di quanto si può e si deve fare, e aver in qualche modo cooperato al suo miglioramento.
Una presa di coscienza che ha dato un significato più grande al Natale delle vetrine, degli addobbi, degli auguri-fatti-tanto-per-fare, delle sciate a Cortina e delle mangiate...e che ci avvicina di più al mistero di una nascita avvenuta in una misera stalla, e di un Dio nato povero fra i poveri.






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