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L'infinita ombra del vero

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Addio al giovane Salinger

Categoria: Letteratura
Commentare: 29.01.2010 12:18

Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com'è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne. Primo, quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio di infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto...

(Dall'incipit de "Il giovane Holden" )

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/holden.jpg
J.D. Salinger, autore de "Il giovane Holden"

Gli anni cinquanta e la ribellione giovanile. James Dean come Holden Caufield, protagonista de "Il giovane Holden". J. D. Salinger scrisse il suo libro che fece epoca, e poi scomparve. Nessuna intervista, nessuna foto. I diritti cinematografici negati per dare vita ad un protagonista che si rifiuta di esserlo.

Holden è giovane, infelice, confuso. Ma ha idee chiare sulla società, impietosamente la descrive e la deride. Perchè dire "Piacere di averla conosciuta" se non lo si pensa? Ma bisogna farlo, se si vuole "stare al mondo". E poi la gente non si accorge mai di nulla... e la felicità è una cosa che ti fà venire voglia di gridare, senza un perchè. La vita come un moto impulsivo e lucidissimo, fra contraddizioni e ipocrisie sviscerate con un linguaggio rivoluzionario, schietto...

Holden oggi non porterà fiori sulla tomba di Salinger. E' assurdo per lui finire in un dannato cimitero e tutta quella roba lì ...ma sà che la letteratura non muore, gli scrittori non muoiono, e, se un libro ti prende, si ha voglia di prendere il telefono e chiamare l'autore, anche a distanza di anni, per parlarci ore e ore...leggete Salinger, e capirete il perchè.


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La lezione di Etty Hillesum

Categoria: Letteratura
Commentare: 27.01.2010 14:02

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/Etty_hillesum.jpg

(…) Per umiliare qualcuno si deve essere in due: colui che umilia, e colui che è umiliato e soprattutto: che si lascia umiliare. Se manca il secondo, e cioè se la parte passiva è immune da ogni umiliazione, questa evapora nell’aria. Restano solo delle disposizioni fastidiose che interferiscono nella vita di tutti i giorni, ma nessuna umiliazione e oppressione angosciose.

Si deve insegnarlo agli ebrei.

Stamattina pedalavo lungo lo Stadionkade e mi godevo l’ampio cielo ai margini della città, respiravo la fresca aria non razionata. Dappertutto c’erano cartelli che ci vietano le strade per la campagna. Ma sopra quell’unico pezzo di strada che ci rimane c’è pur sempre il cielo, tutto quanto.

Non possono farci niente, non possono veramente farci niente.

Possono renderci la vita un po’ spiacevole, possono privarci di qualche bene materiale o di un po’ di libertà di movimento, ma siamo noi stessi a privarci delle nostre forze migliori con il nostro atteggiamento sbagliato: con il nostro sentirci perseguitati, umiliati e oppressi, con il nostro odio e con la millanteria che maschera paura. Certo ogni tanto si può esser tristi e abbattuti per quel che ci fanno, è umano e comprensibile che sia così. E tuttavia: siamo soprattutto noi stessi a derubarci da soli.

Trovo bella la vita, e mi sento libera.

I cieli si stendono dentro di me come sopra di me. Credo in Dio e negli uomini e oso dirlo senza falso pudore.

La via è difficile, ma non è grave.

Dobbiamo prendere sul serio il nostro lato serio, il resto verrà allora da sé: e “lavorare se stessi” non è proprio una forma di d’individualismo malaticcio.

Una pace futura potrà esser veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso – se ogni uomo si sarà liberato dall’odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo, se avrà superato quest’odio e l’avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in amore se non è chiedere troppo. E’ l’unica soluzione possibile.

E così potrei continuare per pagine e pagine. Quel pezzetto d’eternità che ci portiamo dentro può esser espresso in una parola come in dieci volumi.

Sono una persona felice e lodo questa vita, la lodo proprio, nell’anno del Signore 1942, l’ennesimo anno di guerra.


(dal diario di Etty Hillesum, scrittrice olandese morta ad Auschwitz il 30 novembre 1943)

Per non dimenticare...


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INTERminabile Gioia

Categoria: Vita vissuta
Commentare: 25.01.2010 12:22

"Avremmo vinto anche in sette..."

(Josè Mourinho)

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/inter%20milan%20derby.jpg

Un Derby emozionante,
combattuto fino alla fine.

Un'Inter vincente,
malgrado giocasse in nove.

Una gioia INTERminabile!

(e i Milanisti
che ROSIGANO!)

Mio fratello a San Siro
porta sempre bene,
non c'è che dire... :cool:



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Lady Godiva

Categoria: Poesie di Luisa
Commentare: 21.01.2010 12:30

http://www.luisaferretti.it/blog/upload/Lady_godiva_full.jpg

La luna è una sella argentata.
Trattiene nel buio criniere
indorate di sole.

Senza vestiti indosso,
monto sul mio cavallo bianco
e mi offro ai passanti, senza pudore.

Per amore del popolo ho saldato
le staffe e impugnato le redini
intessute di vento.

In bocca, stretto è il morso del piacere,
mentre duole lo zoccolo sugli aspri
terreni del cuore.

Stretti in un abbraccio di nuvole e fango,
io e il mio cavallo attraversiamo
vallate irrigate di pianto

lasciandoci alle spalle
vesti dorati, gioielli senza valore
e sguardi maligni che soffrono la luce.


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