La superficie levigata del mattino
assorbe il nero di questo tormento.

L’ombra si dirama da ogni angolo,
curvandosi nel raggio di un pensiero.

Innocenza malata,  figlia non voluta,
polvere tossica di una luce sedimentata.

L’acqua ammuffita diventa lama di un coltello
e la parete si sfalda per spezzare in due il mondo.

Non troverai morbidezza nel taglio
che incide i bordi della ragione.

Non sulla mia pelle,
che rabbrividisce, senza calore.

Foto di Francesca Woodman

Mattino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *