Tonnellate di cemento
spezzano di ogni fiore lo stelo

e dalle ciminiere
sale lento un fumo nero
che avvelena il respiro del cielo.

L’orizzonte sconfina in grigi deserti
dove l’aria infettata da montagne di rifiuti
asfissia la nostra anima e l’intero ecosistema.

Mentre i potenti burocrati dello scarto
barattano coscienze per un lauto guadagno,

trasformando il mondo in una immensa discarica
destinata al macero dell’Uomo e di sua Madre Terra.

Poesia finalista al  1^“Premio Letterario Nazionale Città di Ascoli Piceno”

 

Motivazione della giuria: 

Poche parole per definire l’ingiustizia e gli abusi commessi nei confronti dell’ambiente abitato da noi esseri umani. Aria, acqua e terra, sono gli elementi fondamentali della nostra vita, ma vengono deturpati ogni giorno dall’inquinamento prodotto dall’uomo.

Nostra Madre Terra è offesa e imbruttita. Il mondo è nelle nostre mani e dipende da noi la sua sorte.

Questa poesia di denuncia ci invita a riflettere sul male che ci stiamo facendo e a trovare presto la giusta soluzione. Rispettare il mondo e la nostra terra vuol dire rispettare noi stessi. 

Salva il mondo
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