“Quando Tito partì per la guerra”


Sono le prime ore del mattino del 9 febbraio 1940 e il risveglio di Tito viene anticipato di mezz’ora poiché il treno che deve prendere per arrivare in Ancona parte alle 8.00.  E’ la sorella maggiore a scuoterlo da una notte piuttosto insonne, che ha visto sciogliere cumuli di neve, rafferma da giorni, e ghiacciare il suo cuore, colmo di angoscia. Tito rabbrividisce al pensiero della partenza, ma cerca di farsi forza. Il freddo se non altro gli ritempra fisico, infondendogli nuova energia. Si lava con cura e si veste mentre le sorelle preparano la sua piccola valigia. Non parlano, ma nei loro sguardi sfuggenti si intravede un mare di lacrime trattenuto a stento. [Leggi tutto]

Targa LE MEZZELANE per il miglior racconto e poesia finalista al Premio “Città di Ascoli Piceno”

Nell’ambito del I^ “Premio Letterario Nazionale Città di Ascoli Piceno”, il mio racconto “Quando Tito partì per la guerra” – ispirato alle vicende del Caporale Tito Zampa – è stato premiato dalla Casa Editrice Le Mezzelane con la targa speciale “LE MEZZELANE” per il miglior racconto storico. [Leggi tutto]

“Augusto nel buio della lotta”

Una distesa di neve, ammantata di luce, su cui scivolare leggeri e senza pensieri, come angeli in volo. “Il paradiso deve essere così” aveva pensato Augusto mentre, per la prima volta, scendeva il pendio innevato con gli sci ai piedi. Il soffice candore della neve, l’abbraccio caldo del sole e un orizzonte che sconfina in sfumature azzurre sempre più intense. E l’aria tersa come il cristallo a rinvigorire lo spirito, e il silenzio dominante di Dio a celebrare la maestosità del cielo. Da lassù, Augusto si sentiva in pace con se stesso, come mai gli era capitato. Il mondo era un luogo bellissimo, in quel momento. Incorniciava il suo sguardo di stupore, infondendo nel suo cuore un desiderio di struggente bellezza. Sarebbe ritornata nei suoi ricordi quell’immagine, simile ad un miraggio perduto nel deserto, soprattutto dopo il suo ritorno a Serra San Quirico, una volta scoppiata la guerra. [Leggi tutto]

La coperta rossa

Fin dalle prime luci dell’alba, una giovane donna camminava lungo la spiaggia deserta con indosso una coperta rossa. Da lontano, la sua sagoma risaltava sullo sfondo blu del cielo e del mare come quella di un fantasma sopravvissuto alla notte, le cui candide vesti avevano assorbito il rossore del primo sole. Un fantasma che vagava in riva al mare in silente attesa del risveglio degli uomini, insonnoliti dalla quotidianità delle proprie vite terrene. Troppo a lungo aveva dormito anche lei ed ora, avvolta da una coperta rossa che celava il mistero della sua esistenza, si guardava attorno con occhi smarriti. [Leggi tutto]