Nel 1937, la famosa pittrice surrealista Leonora Carrington conobbe l’altro grande pittore surrealista, Max Ernst e se ne innamorò…prima dei suoi quadri, esposti per la prima volta a Londra, e poi di lui, come ebbe a dire lei stessa: “Mi sono innamorata dei dipinti di Max prima di innamorarmi di lui”.

I due pittori iniziarono una relazione, sebbene Max Ernst fosse sposato e più grande di lei di ben 26 anni. Andarono a vivere insieme, prima a Parigi, dove frequentarono altri artisti importanti come Salvador Dalì, Andrè Breton, Marcel Duchamp, Paul Eluard, poi nella tranquilla campagna francese. Nel 1939 la Francia dichiarò guerra alla Germania e Max Ernst venne arrestato in quanto di nazionalità tedesca. E pensare che il pittore non solo era un acceso antinazista, ma risultava sgradito dallo stesso regime germanico poiché era esponente della cosiddetta “arte degenerata”!. Leonora lo andò a trovare spesso in carcere dove lui continuava a dipingere. Scarcerato grazie all’intercessione di alcuni amici (tra cui il poeta Paul Eluard), venne nuovamente arrestato nel 1940 . Leonora non resse a questo secondo distacco e, già fortemente provata dal punto di vista psicologico, cadde in una profonda crisi depressiva.

Nel tentativo di fuggire dall’oppressione nazista, partì alla volta di Madrid, ma durante il viaggio ebbe gravi crisi nervose e venne pertanto ricoverata, contro la sua volontà, in una clinica spagnola. A dirigerla era il medico filonazista Mariano Morales, un personaggio alquanto ambiguo che riservava ai suoi pazienti trattamenti da lager. Leonora venne denudata e tenuta legata al suo letto per giorni, e le vennero somministrate forti dosi di Cardiazol, un medicinale largamente usato per i pazienti “meno gestibili” che provocava convulsioni.

Da questa terribile esperienza, scaturirà nella sua mente di artista surrealista un visionario viaggio nell’abisso….il breve romanzo “Giù in fondo”….popolato da personaggi incredibili e accompagnato da fantasmagoriche e angoscianti visioni che Leonora racconterà soprattutto attraverso l’arte pittorica dei suoi quadri. Finita la guerra, le strade fra lei, rifugiatasi in Messico, e Max Ernst, emigrato in America, si divideranno. Si rivedranno solo una volta, poco prima di lasciarsi per sempre. Moriranno entrambi a tarda età, con esistenze e opere d’arte a distanza…ma comunque sempre unite. Non a caso Peggy Guggenheim, celebre collezionista d’arte e terza moglie di Max Ernst, una volta disse: “La Carrington fu l’unica donna che Max abbia mai amato” .

 

Nelle foto: Leonora Carrington e Max Ernst fotografati da Lee Miller nel 1939 a Parigi 

Leonora Carrington e Max Ernst: un amore surrealista
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